Sport and Culture / Sport e Cultura



Sport and Culture
by Tom Padula – 2 June 2011

I have been invited by Ugo Cendron to participate in the Circolo Ferraristi Melbourne as promoter of Italo-Australian Culture. I liked the idea also because I recognize in the practice of sport its importance for health and physical and mental well being. I have always been attracted by sport, but I am passionate about culture. Therefore to have the opportunity to reflect on the relationship between Culture and Sport is a great privilege. And then in the middle of all, this is one of the sporting symbols of Italianity at the world level, with the House of Ferrari. And here in Melbourne we are in the middle of celebrating Italy’s Unification 150 Anniversary and its 65th year as a Republic.

Where do I begin with sport and culture? Reflecting well on it, culture and sport are a part of the inside and the outside of our human spirit. The presence of culture amongst the activities of the Grand Prix of Formula One is necessary to balance the passion of competition with respect for the various teams that participate in it. Only because I like Ferrari, this doesn’t mean hating competitors to such an extent than to render this sport impracticable. People like to enjoy themselves, to be distracted from daily problems, socialize with others and find common interests. Then to feel being part of a team to compete with others in other teams. But the spirit of a supporter at times drives the fan to the extremes of conduct against other... fans!

Therefore culture is necessary to break the more negative aspects of the spirit of competition among many teams and champions of sport, among the various groups that support them, among the nations that are involved. Culture and social conscience tell us that sport is only a part of the sentiment of belonging to something. It’s important to respect others in the competition and hold back our hatred as fans in order to make the sporting activity more pleasant for everyone! We want that culture and sport hold hands and that they distinguish themselves, as an example of great civility. In this way sporting activity will be more pleasant for everyone.

The Circolo Ferraristi Melbourne plans to resuscitate Italo-Australian pride in its passionate sporting fans for the House of Ferrari, and for its machines and motors. We who no longer live in Italy but who are citizens, or Australians of Italian background, recognize the Made in Italy and its importance in our individuality and identity. For this reason we want to see one of our local champions accede to the opportunities to compete, driving a Ferrari, symbol of Italianity in the world circuit of automobiles of Formula One.

It would be nice to manufacture a Ferrari in Australia. In the meantime we shall content ourselves with an Australian driver behind an Italian Ferrari ... so we too will feel as genuine products of Italianity at world level. We recognize in the Australian driver our appreciation of Australia to have welcomed us in its bosom... like a second mother, as a new adopted fatherland. But never forgetting our family and historical ties with Italy. The opportunity to compete with the rest of the world, with a doubling up of talent coming from two nations, will be the necessary stimulus to give, to who lives in Australia with Italian roots, the rightful recognition of his contemporary reality. With Mark Webber, or young ...... Ricciuto, at the wheel of a Ferrari in 2012, we say...“Viva Italia! Viva Australia!”




Lo Sport e La Cultura
di Tom Padula – 2 June 2011 



Sono stato invitato da Ugo Cendron a partecipare al Circolo Ferraristi di Melbourne come promotore della Cultura Italo-Australiana. L’idea mi e’ piaciuta anche perche’ riconosco nella pratica dello sport la sua importanza per la salute ed il benessere fisico e mentale. Lo sport mi ha sempre attirato, pero’ sono un appassionato della cultura. Quindi avere l’opportunita’ di riflettere sulla relazione fra Cultura e Sport e’ un grande privilegio. E poi c’e’ in mezzo a tutto questo uno dei simboli sportivi dell’Italianita’ a livello mondiale con la casa Ferrari. E qui a Melbourne siamo nel bel mezzo delle celebrazioni dei 150 anni di Unificazione d’Italia e del 65esimo Compleanno della Repubblica Italiana.

Dove comincio con lo sport e la cultura? Riflettendoci bene, la cultura e lo sport fanno parte del dentro e del fuori dello spirito umano. La presenza della cultura fra le attivita’ del Grand Prix di Formula Uno e’ necessaria per bilanciare la passione per la competizione con il rispetto per le diverse squadre che vi partecipano. Soltanto perche’ a me piace la Ferrari, questo non significa odiare i competitori a tal punto da rendere questo sport impraticabile. Alla gente piace divertirsi, distrarsi dai problemi quotidiani, socializzare con gli altri e trovare comuni interessi. Poi sentirsi parte di una squadra per competere con gli altri in altre squadre. Pero’ lo spirito della squadra a volte spinge il tifoso agli estremi del suo comportamento contro gli altri… tifosi!

Quindi la cultura e’ necessaria per frenare gli aspetti piu’ negativi dello spirito di competizione fra molte squadre e campioni dello sport, fra i vari gruppi che li sostengono, fra le nazioni che ne sono coinvolte. La cultura e la coscienza sociale ci dicono che lo sport e’ soltanto una parte del sentimento di appartenenza a qualcosa. E’ importante rispettare gli altri nella competizione e frenare il nostro odio di tifosi per rendere l’attivita’ sportiva piu’ piacevole per tutti! Noi vogliamo che la cultura e lo sport si diano la mano e che si distinguino insieme, come esempio di grande civilta’. In questo modo l’attivita’ sportiva sara’ piu’ piacevole per tutti.

Il Circolo Ferraristi di Melbourne si propone di suscitare l’orgoglio italo-australiano nei suoi appassionati sportivi per la casa Ferrari e per le sue macchine e motori. Noi che non viviamo piu’ in Italia ma che siamo cittadini Italiani ed Australiani, o Australiani di origine italiana, riconosciamo il Made in Italy e la sua importanza nella nostra individualita’ ed identita’. Per questo vogliamo vedere un nostro campione australiano alla guida di una Ferrari della Formula Uno. Affermiamo che anche noi abbiamo il diritto di vedere uno dei nostri campioni locali accedere alle opportunita’ di competere, guidando una Ferrari, simbolo di Italianita’ nel circuito mondiale di automobili di Formula Uno.

Sarebbe bello produrre una Ferrari in Australia. Nel frattempo ci acconteteremo di un autista australiano dietro ad una Ferrari italiana… cosi’ noi anche ci sentiremo dei genuini prodotti dell’Italianita’ al livello mondiale. Riconosciamo nell’autista australiano il nostro apprezzamento all’Australia per averci accolti nel suo grembo… come una seconda madre, come nuova patria adottiva. Pero’ mai dimenticando i nostri legami familiari e storici con l’Italia. L’opportunita’ di competere con il resto del mondo con un doppiaggio di talenti proveniente da due nazioni potra’ essere lo stimolo necessario per dare a chi vive in Australia con radici italiane il giusto riconoscimento della sua realta’ odierna. Con Mark Webber, o il Giovane …… Ricciuto, al volante di una Ferrari nel 2012, diciamo “ Viva Italia! Viva Australia!”









Per il Campanile: incontro con Padre Luciano

Per il Campanile: incontro con Padre Luciano











Domenica 26 Giugno 2011 nel salone della Galli Estate Winery sulla Melton Highway  nel sobborgo di Plumpton si e’ svolto un interessante incontro all’insegna dell’amicizia schietta e della familiarita’. Un buon numero di famiglie associate alle attivita’ religiose, sociali e culturali di un progetto che vuole ripristinare lo spirito di fratellanza con donazioni ed aiuto alla Chiesa Italiana di Melbourne che piu’ di ogni altra rappresenta il passaggio storico di una Comunita’ Italiana all’estero.  La Comunita’ Italiana si e’ integrata abilmente nel tessuto sociale australiano, rimanendo fedele alla cultura religiosa paesana in Italia ed allo stesso tempo venendo incontro alle nuove generazioni di giovani nati nel Paese dei canguri e dei koala. 
E chi meglio dei tanti religiosi che emigrarono in questo continente insieme a quelli che andavano in cerca di un futuro dignitoso conoscevano le necessita’ spirituali e culturali di questi emigranti al principio di una nuova vita in un nuovo paese’. Le difficolta’ iniziali ben presto vennero superate e la costruzione di una Chiesa tutta italiana fu identificata come  un mezzo comunitario per celebrare la famiglia e la sua prole. Sin dagli inizi i Padri Cappuccini di Hawthorn sono stati attivi  nell’amministrare i sacramenti a tutti coloro che lo richiedevano.  Battesimi, Comunioni, Confessioni,  Cresime, Matrimoni, Servizi Funebri, visite ad ospedali, prigioni, anziani nelle loro case e poi in case di riposo, alle attivita’ sociali e culturali per i giovani,  alle visite a scuole ed universita’: non c’e’ stato una singola attivita’ produttiva che non ha visto questi Benedetti uomini essere presenti e far fronte ai bisogni spirituali, sociali, emotivi, religiosi di una intera Comunita’, attraverso le generazioni di chi oggi si considera di casa e cittadino di questa grande nostra Australia.

I vincoli con l’Italia, la sua cultura e la sua lingua sono rimasti  stretti grazie alle tante persone che hanno assistito i nostri Padri Cappuccini nello svolgere la loro importante missione religiosa. Allo stesso tempo I Padri cappuccini sono sempre stati aperti agli altri gruppi che insieme formano la popolazione multiculturale d’Australia. Un luogo religioso e’ storicamente anche un punto d’incontro per la comunita’ che lo frequenta. E nel nostro caso questa comunita’ puo’ venire anche da molto lontano perche’ si riconosce al Santuario uno speciale stato di trattamento. Vengono accolte in questa chiesa gli ultimi arrivati allo stesso modo di quelli che una volta sono stati responsabili per la sua costruzione ed il suo uso di luogo sacro.
Come gia’ si sa tramite le pagine de Il Globo, il Santuario di Sant’Antonio ad Hawthorn ha bisogno di un rinnovo della sua cupola e del Campanile che tanto e’ stato il simbolo dello spirito cristiano e cattolico degli Italiani  ed  i loro discendenti qui a Melbourne  dal 1960. Il FundRaising al Galli Winery e’ stato un incontro che ha anche celebrato i sessanta anni di servizio al Signore ed ai suoi fedeli del riverito ed amato Padre Cappuccino Luciano Rocchi, che ha ottantacinque anni di ancora giovane  eta’. Una presenza spirituale che segue i passi della Comunita’ Italiana di Melbourne da cinquant’anni. Moltissime famiglie che furono generosi nell’appoggiare la costruzione della Chiesa dell’allora schiera di giovani che arrivavano sulle navi della Flotta Lauro o Loyd Triestino hanno continuato la loro associazione ed il loro generoso intervento in momenti di bisogno. Percio’ siamo sicuri che il FundRaising organizzato tramite e con l’appoggio de Il Globo ed il suo Direttore Generale, Ubaldo Larobina, avra’ un gran successo.

Il pomeriggio nel salone di ricevimento al Galli Winery ha avuto il risultato voluto dagli organizzatori. Moltissimi i premi per la buona riuscita della riffa e della vendita all’asta. Il pranzo e l’intrattenimento sono stati apprezzati per la cura con cui si e’ voluto celebrare un incontro fra amici e sostenitori. Padre Luciano accoglie con particolare attenzione i piu’ giovani, fra i quali si e’ distinto il giovanissimo fotografo amatore Max di sette anni! Questi ha preso molte fotografie del Cantante Tony Marchi, il quale gli ha donato il suo autografo sul braccio. Sono sicuro che Max si e’ tenuto questo regalo per alcuni giorni! Padre Luciano era indubbiamente la stella del pomeriggio considerando che tutti hanno voluto delle foto ricordo con lui.
Ci si augura che il Campanile verra’ realizzato al piu’ presto con un appello speciale per chi vuole continuare la tradizione di generosita’ che distingue i fedeli del Santuario di San’Antonio!  I moduli sono disponibili tramite la pubblicita’ di questo giornale. Uniamoci in Coro per questa occasione di solidarieta’ donando ad un progetto che continuera’ ad abbracciare i nuovi arrivati ed i vecchi amici, nonche’ tutta la comunita’ Italo-Australiana.

Tom Padula – Giugno 2011  -  Visit: www.TomPadula.com






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